REALIZZARE PROGETTI DI RICONOSCIMENTO DEL VALORE E DELL’ENGAGEMENT DEI COLLABORATORI
La pratica del riconoscimento è a fondamento di una relazione riuscita con gli altri e con sé stessi. Essa migliora la comunicazione tra le persone e favorisce scambi autentici e nei singoli alimenta la stima di sé e la percezione del proprio valore.
Nelle imprese tale pratica è spesso misconosciuta, il che dà origine a disfunzioni e a inefficienze organizzative e, a livello individuale, a vissuti di sfiducia in sé stessi, senso di inutilità e irrilevanza, con relativa diminuzione dell’iniziativa e aderenza solo formale alle regole e ai compiti.
Comprendere il valore e le modalità di affermazione di un reciproco riconoscimento, a partire dalla rimozione delle forme di riconoscimento negato che spesso implicitamente albergano nelle culture organizzative, significa porre le fondamenta per una modalità di lavoro fondata sulla collaborazione, sullo scambio, su un senso di appartenenza non appiattito su logiche conformistiche o puramente utilitaristiche. Per il leader significa costruire un consenso fondato su ascolto, condivisione su idee, progetti e valori. Per le persone del Team significa seguire quei leader da cui si sentono riconosciuti e apprezzati.
A CHI È RIVOLTO
APPRENDERETE A...
ESERCITAZIONI, PROGETTI E CASE STUDIES
I PLUS
Il corso ha un approccio estremamente pratico e concreto: verrà dato ampio spazio alla discussione di casi reali e di problematiche dei partecipanti. Gli strumenti analitici presentati sono di applicabilità immediata.
Sfiducia in sé stessi, senso di inutilità e irrilevanza, scarsa iniziativa e aderenza solo formale alle regole, calo di creatività e innovazione.
A chi si deve il rispetto, a chi la stima. In base a quali dimensioni e caratteristiche consideriamo qualcuno degno di stima nel lavoro, come le valutiamo e in base a quali criteri.
Il riconoscimento è un processo che richiede reciprocità (per essere riconosciuto da qualcuno lo devo riconoscere a mia volta); richiede proattività: non è sufficiente avere una (pur giusta) pretesa di riconoscimento occorre agire per provocarlo negli altri.
Il riconoscimento come risposta attiva alla percezione dell’altro, alla comprensione delle sue emozioni e dei suoi bisogni, espressi e inespressi.
E’ possibile il reciproco riconoscimento pur nella asimmetria delle posizioni? Come interpretarlo mantenendo i rispettivi ruoli?
Quando riconoscere può produrre effetti negativi per la relazione e per le persone. Esempi: la pretesa di essere riconosciuti come diritto a non modificare i propri comportamenti (“io sono così”- riconoscimento narcisistico); la ricerca di riconoscimento come ricerca di consenso fine a sé stesso (adulazione, manipolazione); il bisogno incondizionato di approvazione, ovvero la ricerca di continue conferme.
Fiducia, stima, appartenenza
Chi partecipa ai nostri corsi a catalogo, ha la possibilità di poter aderire alla nostra iniziativa “Learn in Action: Formazione – Azione – Risultati” richiedendo una giornata di Follow Up che ha come principali obiettivi:
L’ iniziativa “Learn in Action: Formazione – Azione – Risultati” prevede una tariffa a condizioni agevolate.
Per maggiori informazioni potete chiamare il numero 02.21118134 o scrivere a carlo.strano@valeoin.com
Orari: 9:00-13:00 e 14:00-17:30
Per iscriverti al
Corso C32 – PRATICARE IL RICONOSCIMENTO TRA IL LEADER ED IL SUO TEAM
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