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Webinar Engagement: il senso del lavoro e il sentimento di appartenenza

Webinar Engagement: il senso del lavoro e il sentimento di appartenenza

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Il nuovo format VALEOin per favorire l’aggiornamento e la condivisone su tematiche di attualità riguardanti la formazione aziendale, attraverso webinar di un’ora.

Webinar

Webinar Engagement: il senso del lavoro e il sentimento di appartenenza

19 Giugno 2024 – 16.00

IL WEBINAR: COS'È EMERSO?

Durante il webinar “Engagement: il senso del lavoro e il sentimento di appartenenza” organizzato da VALEOin e tenuto da Massimiliano Pappalardo, Filosofo del Lavoro e Responsabile Area Sviluppo Manageriale VALEOin, sono emerse delle importanti riflessioni sul senso di appartenenza al lavoro, sulla motivazione e su come fare in modo che le aziende diventino luoghi dove esprimere al meglio i propri talenti.

Cosa si intende per "Engagement?

Il termine “engagement” deriva dall’inglese “ingaggio”, erroneamente tradotto in italiano con “impegnarsi in qualcosa con qualcuno”.
In realtà, l’engagement rappresenta un concetto più profondo che riguarda la motivazione e il senso di appartenenza dei lavoratori all’interno di un’organizzazione. I collaboratori motivati sono più coinvolti, produttivi e fedeli all’azienda. Per innescare la motivazione è importante creare un ambiente di lavoro positivo che favorisca il senso di appartenenza. La parola lavoro deriva da labor (latino), che significa “fatica”. Questo ci ricorda che il lavoro, in qualsiasi forma, richiede fatica e impegno. Tuttavia, il lavoro non deve essere solo un dovere da assolvere, ma può diventare un’occasione di realizzazione personale e di contributo alla società. Trascorriamo gran parte della nostra vita lavorando, quindi è fondamentale trovare un significato nel proprio lavoro e svolgere il nostro con passione e dedizione in modo che diventi fonte di dignità e soddisfazione.

La motivazione non è incitamento

Etimologicamente la parola “motivazione” significa “attivare un comportamento osservabile“. In passato, il lavoro era visto come un’avventura, mentre oggi è spesso percepito come una sfida. Questo cambiamento di mentalità rischia di togliere il gusto di andare al lavoro e di creare un clima di tensione. Per contrastare questo fenomeno, è necessario promuovere un ambiente di lavoro collaborativo e basato sulla stima reciproca. La motivazione è alimentata da due driver principali: la logica (emisfero destro del cervello) e il sentimento (emisfero sinistro). Un atto motivazionale efficace deve fare appello a entrambi questi aspetti, fornendo una chiamata all’azione chiara e specifica, basata su ragioni concrete e emozioni positive.

Il processo motivazionale

Il processo motivazionale si articola in due fasi:

    1. Attivazione energetica: la persona viene spinta ad agire.
    2. Orientamento specifico: la persona indirizza la sua energia verso un obiettivo preciso.

Per una motivazione duratura, è fondamentale che ci sia un buon rapporto di stima tra il capo e i collaboratori. Un leader capace ispira i suoi collaboratori, li spinge a dare il meglio di sé e crea un ambiente di lavoro positivo e collaborativo. Steve Jobs sosteneva che la motivazione è ciò che ci spinge a “uscire” dalla nostra zona di comfort e a realizzare grandi cose. Un professionista motivato è una persona che è in grado di creare se stessa, di crescere professionalmente e di contribuire al successo dell’azienda.

La motivazione al lavoro può essere vista come un “passaggio virtuoso” che si articola in tre fasi:

    1. Amore per ciò che si fa: il lavoratore deve provare passione per il proprio lavoro e per il ruolo che svolge.
    2. Stima per le persone con cui si lavora: è importante che ci sia un clima di collaborazione e di rispetto reciproco all’interno del team.
    3. Gratitudine verso l’azienda: il lavoratore deve essere grato all’azienda per l’opportunità di crescita e di realizzazione personale che gli offre.

Case Study: Armani tra motivazione e determinazione

Durante il webinar Massimiliano Pappalardo ha  parlato della storia di Armani, lo stilista di fama mondiale, noto per il suo motto “Impara l’arte e mettila da parte” che racchiude la sua filosofia di vita e di lavoro e che enfatizza l’importanza di acquisire competenze e sfruttare le opportunità per realizzare i propri sogni. A 39 anni, Armani lavorava come vetrinista alla Rinascente, a Milano, mentre era studente in medicina fuori corso, ma nutriva una forte passione per la moda e continuava a disegnare e cucire i suoi abiti nel suo piccolo appartamento. E in quel periodo ebbe la lungimiranza di cogliere un’opportunità che cambiò per sempre la sua vita: fornì i suoi abiti per un film americano a basso budget, che poi sarebbe diventato il grande successo di American Gigolò, intuendo il potenziale della sua arte e il suo valore nel mondo della moda.

CONCLUSIONE

La demotivazione è un problema diffuso nel mondo del lavoro, che colpisce persone di tutte le età. Per contrastare questo fenomeno, è fondamentale creare un ambiente di lavoro positivo basato sulla fiducia, sulla stima e sulla collaborazione. La relazione di fiducia è la base per lo sviluppo del senso di appartenenza. Per questo l’auto-mativazione non funziona. Per motivare i dipendenti demotivati, è necessario prima di tutto comprendere le vere ragioni della loro demotivazione, aprire un dialogo e contestualizzare la situazione: solo attraverso la comunicazione e la collaborazione sarà possibile creare un ambiente di lavoro positivo e motivante.

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