Durante il nostro webinar “INNOCENTI EVASIONI (Chi ama ciò che fa è sempre creativo) – Liberare creatività in azienda” partendo dalla metafora dell’evasione, Massimiliano Pappalardo mostrerà come disconnettersi, anche solo per brevi momenti, possa restituire energia mentale ed emotiva, favorendo pensiero critico, motivazione e senso di appartenenza.
Si parlerà di pause di senso, di spazi ibridi, di leadership capace di accogliere la sospensione e di trasformarla in innovazione. Verrà poi approfondita l’alleanza strategica fra creatività e benessere, con tecniche di improvvisazione e “micro-evasioni” da sperimentare direttamente in azienda.
Il webinar offrirà infine esempi pratici per dimostrare quanto basti poco, all’interno dello stesso contesto lavorativo, per ricaricarsi, ispirarsi e far emergere l’unicità di ciascuno.
Pensato per HR, manager e professionisti che vogliono coltivare team agili, sostenibili e creativi, l’incontro promette spunti immediatamente applicabili per coniugare produttività, benessere e innovazione senza interrompere il flusso del lavoro quotidiano.
ORE 16.00 – La metafora dell’evasione: che cosa evadiamo davvero?
ORE 16.10 – Le innocenti evasioni come spazi di senso
ORE 16.20 – Creatività e benessere: alleati strategici
ORE 16.40 – Esperienze ispiranti e attivazione del gruppo
ORE 16.50 – Q&A
ORE 16.55 – SINTESI E CHIUSURA
Massimiliano Pappalardo, filosofo del lavoro, consulente hr e saggista, è esperto di temi quali la consapevolezza, la responsabilità, il pensiero critico e il linguaggio delle relazioni, su cui da oltre vent’anni tiene corsi e seminari presso grandi gruppi imprenditoriali in tutta Italia.
Oggi è Responsabile dell’Area Sviluppo Manageriale per la società di consulenza VALEOin, docente presso la Core Faculty de Il Sole 24 Ore Business School e del seminario di Filosofia del lavoro presso la facoltà di Filosofia dell’Università di Catania.
In passato ha ricoperto ruoli manageriali in contesti accademici, da direttore responsabile e didattico del campus Città Studi del Politecnico di Milano e del campus dell’Università Vita-Salute dell’Ospedale San Raffaele, dove ha lavorato a stretto contatto con don Verzé. In questi ruoli per oltre dieci anni si è confrontato con bisogni, desideri e competenze di almeno due generazioni di studenti. Ha collaborato a lungo con la Fondazione Giorgio Gaber, promuovendone il pensiero sia nelle università, sia nelle scuole.
Tra i suoi libri più recenti: Dammi vita! Le parole delle relazioni con Laura Guzzo; Filosofia del lavoro (2023), Filosofia dell’educazione (2018), Filosofia della bellezza (2020) ed Essere Antifragili (2021), tutti editi da Effatà Editrice.
Scrive articoli su blog, siti di filosofia, attualità e letteratura.
Per Feltrinelli ha pubblicato Che fine hai fatto, papà? (2023). Il suo ultimo libro è La grazia del lavoro, edizioni San Paolo(2025) e in uscita La Filosofia di Andrej Tarkovskji per Effata (2025) edizioni
Il nuovo format VALEOin per favorire l’aggiornamento e la condivisone su tematiche di attualità riguardanti la formazione aziendale, attraverso webinar di un’ora.
Il webinar “Innocenti Evasioni (Chi ama cio’ che fa è sempre creativo) – Come costruire Spazi e Tempi per liberare energia creativa e ben(D’)essere in azienda”, ha permesso di esplorare come rendere il luogo di lavoro non solo produttivo ma anche rigenerante. Attraverso testimonianze concrete, riflessioni teoriche e momenti di confronto, i partecipanti hanno indagato il rapporto fra identità personale e vita professionale, analizzando strategie per trasformare la routine frenetica in un’opportunità di crescita, creatività e senso di comunità.
1. Una cornice di senso condivisa
L’incontro ha aperto il dibattito superando la tradizionale idea di “benessere aziendale” e introducendo il concetto di ben d’essere: un equilibrio profondo tra identità personale e contributo professionale. Come metafora di questa trasformazione è stata scelta la canzone di Franco Battiato “Un’altra vita”, il cui invito a evadere dalla routine quotidiana ha sottolineato l’importanza di spazi vuoti, silenzio e creatività per rigenerare energia e motivazione.
2. Pressioni contemporanee e rischio burnout
Tra i temi centrali sono emersi due “malesseri speciali”: il burnout, descritto come una stanchezza cerebrale che svuota di senso l’attività quotidiana, e la diaspora professionale dei giovani, attratti altrove da contesti più flessibili e significativi. Notifiche incessanti, riunioni troppo dense e una cultura del “contare le ore” alimentano dimissioni volontarie e una sensazione diffusa di vivere soltanto in funzione del weekend.
3. Strategie organizzative per coltivare il ben d’essere
Le aziende sono state invitate a inserire pause strutturate e facoltative all’interno della giornata: attività di approfondimento personale, momenti di pratica sportiva o semplici intervalli di quiete, pensati per favorire consapevolezza e creatività. Le Risorse Umane dovranno monitorare i segnali di stress, sostenere l’equilibrio vita‑lavoro delle nuove generazioni e uniformare le linee guida di comunicazione interna, mentre i manager sono chiamati a valorizzare la qualità del contributo più che il numero di ore.
4. Leadership, trasparenza e spazi di fiducia
Esempi pratici hanno mostrato che curare gli ambienti condivisi – biblioteche informali, musica nelle aree di produzione, angoli relax – alimenta senso di appartenenza e fiducia reciproca. Una leadership trasparente, capace di portare la “verità” ai tavoli decisionali, favorisce resilienza e apertura al cambiamento. Inoltre, dedicare tempo alla condivisione delle passioni personali dei dipendenti si rivela un antidoto naturale all’indifferenza e potenzia la coesione del gruppo.
5. Responsabilità individuale e piccole pratiche quotidiane
Ogni partecipante è stato incoraggiato ad allenare presenza e attenzione: evitare lo smartphone in riunione, praticare brevi momenti di silenzio, coltivare contatto visivo autentico. Piccoli gesti (un grazie sincero, un ascolto attivo, un minuto di respiro prima di un task) possono avviare un circolo virtuoso che trasforma il luogo di lavoro in uno spazio in cui l’espressione del sé e il contributo alla comunità coesistono.
Conclusioni
Dal confronto è emerso che il passaggio dal benessere al ben d’essere richiede un duplice impegno: da un lato, strutture e processi che legittimino tempi di qualità durante la giornata; dall’altro, comportamenti che rendano normale apprendere dagli errori, praticare trasparenza e nutrire la creatività. Così l’“innocente evasione” diventa non un privilegio, bensì un tratto distintivo di organizzazioni capaci di rigenerarsi, trattenere talenti e generare valore sostenibile per tutti.
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